Dopo un periodo pacifico post elezioni si riaffaccia l' ombra di chi non vuole uscire di scena una volta per tutte della politica Thailandese.

Terremoto politico in Thailandia dopo che è emerso che l'ex premier, Thaksin Shinawatra, mercoledì è intervenuto via Skype nel corso di un vertice ministeriale.

Critiche da parte dell'opposizione e della stampa sottolineano che tali interventi sono potenzialmente illegali, oltre che non etici, visto che Thaksin è ricercato.

L'ex premier, fratello dell'attuale leader Yingluck Shinawatra, è stato condannato in contumacia a due anni di carcere per abuso di potere nel 2008. Thaksin è stato defenestrato da un colpo di stato militare nel settembre 2006.

Il 'The Nation' commenta titolando 'Thaksin supera i limitì, mentre il 'Bangkok Post' risponde con 'Thaksin si collega a Skype per impartire una lezione ai ministrì.

Il filo comune, anche in pubblicazioni in lingua thailandese, è l'accusa che a reggere le fila del governo è, in realtà, Thaksin e non Yingluck.

Il 'The Bangkok Post' cita una fonte anonima secondo cui Thaksin si è collegato perché «i messaggi che ha provato a dare attraverso la sorella non sono stati recepiti da ministri».

Yingluck ha tentato di buttare acqua sul fuoco dicendo che il fratello ha solo «incoraggiato i ministri e gli ha ricordato l'importanza di lavorare duramente per la gente».

Nelle ultime settimane i membri del Pheu Thai Party, il partito associato a Thaksin e che ha sostenuto la candidatura di Yingluck alle elezioni di luglio, hanno aumentato la pressione politica per concedere l'amnistia all'ex premier.

A Bangkok diversi esperti notano che tale obiettivo sarà più facilmente raggiungibile se il governo Yingluck mantiene le promesse elettorali di migliorare il tenore di vita della popolazione e lavorare per la riconciliazione nazionale.

Si spiegherebbe così l'entrata in campo di Thaksin.

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